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Beat Me

Rewrite with actually him and whip wind
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Tortura

Sedevo su una seggiola di legno scheggiato, dondolando le gambe nude. Sotto la mia gonna non c'era nulla a trattenere i miei umori. Sentivo il cuoio capelluto tendersi per l'emozione di ascoltare la sua voce profonda. Attorno a me, il brusio di pochi altri studenti non riusciva a distogliermi dal suo spiegare alla lavagna. La mia sedia scricchiolò e lui si voltò tossendo per il disappunto. Rimasi impassibile alla sua occhiataccia, poi lo guardai darmi di nuovo le spalle. Nella mia testa, le pulsazioni del mio cuore martellavano fino ad isolarmi dal resto. Non aspettavo altro che l'aula si svuotasse. Ma non la smetteva più di parlare... Alla fine della lezione si mise a riordinare i suoi libri nella cartella di cuoio. Mi attardai più degli altri studenti, con la scusa di chiedergli aiuto coi miei appunti. Spazientito ma formale, si chinò a dare un'occhiata al passaggio che gli chiedevo di integrare. Al vedere i miei numerosi errori e lacune, mi disse con sarcasmo: ...

Swear!

Silenzio assordante. Tutto era fermo e vuoto, solo noi due nello stabile. Ma dove aveva mandato tutti quanti, e perché? Inquieta per l'atmosfera surreale in cui il minimo suono rimbombava, riordinavo inutilmente le sue carte. Lui sedeva ed esaminava un documento con sdegnosa freddezza. Avvicinandomi alla finestra, lo osservai nel riflesso: aveva un'eleganza strana, quella mattina. E il suo profumo mi intimidiva. Mi voltai, restando in attesa di incarichi. Guardando qualcosa di fronte a sé con sguardo serio e profondo, poggiava la sua penna d'oro sul labbro inferiore. Senza dire una parola, abbassò il livello della sua poltrona. In piedi, io ostentavo la formalità sempre esistita tra noi. Lui si alzò ed attraversò la stanza per raggiungere la libreria alle mie spalle, ma si fermò prima e mi fissò le labbra. Con gesto brusco e rapace, mi afferrò per i capelli e mi trascinò sotto la sua scrivania, scaraventandomi a terra con violenza. Ancora un po' stordita, sentii il ...
Quei gesti, così disinvolti e ridicoli insieme... Ti ricordavi almeno che esisto? Quel naso, è sempre stato così lungo? Quanto ho sofferto... Ignorata e gelosa, ero veramente misera. Ma come puoi anche solo parlarmi, ma chi mi credevo di essere? Come mi permetto di pensare e dire questo? She is the Magdalene and Cleopatra, with the glass of the Ivory mass, and the bath of milk. Dark, cult, painting. Pearl drop.

Your Dark Side? Certainly Mine.

Era così radioso ieri... Ma osservava davvero la mia scollatura o no? Stava mentendo per scopi professionali o era davvero contento? Mi stava prendendo per il culo? Dovevo scoprirlo... Mi stavo preparando per andare a cena da lui e dalla mogliettina, scegliendo un look vedo-non vedo da ipocrita del cazzo. Pensai al disastro di avere a che fare con un bravo attore che potrebbe farmi credere qualunque cosa, e innamorato della sua donna per di più. Con molto autocontrollo, ma pur sempre un gran porco che ne deve aver fatte e viste di ogni. Mi stavo bagnando, piena di paura di sbagliarmi sul suo sottotesto e sugli sguardi del giorno prima. Mi sentivo vulnerabile, probabilmente illusa ma anche sfrontatamente sexy. Ero disposta ad affrontare il rischio che lui ridesse di me; ero pronta al dolore pur di sapere la verità. "Sfruttami, usami, sfottimi" - dissi tra me e me con masochismo malato e la figa che si contraeva in spasmi quasi dolorosi. Ultimavo il mio trucco e spruzzavo u...

The Thick White Puke

Seduta davanti allo specchio davo secchi colpi di tosse compulsivi, involontari e mi carezzavo il collo, custode di una gola perversa e ambita. La ballata in sottofondo contrastava con la mia aria sfatta, provata. "Sembro una troia in camerino dopo il suo numero" pensai. E che numero, quello che stavo ricordando... Ripensai a quando avevo trangugiato due tazze intere di sborra, riempite dai miei vicini spagnoli. Sì, avevo invitato ben sei cazzi nel mio appartamento, d'impulso. Non si erano fatti pregare, gli sfacciati. Erano arrivati nel pomeriggio, ed avevamo continuato a fare sesso fino alla notte, senza fretta. Ci capivamo senza parole: avevano inteso subito che sarei andata solo di bocca. Gliel'ho succhiato, dio mio, come una disperata! Avevo fame e sete, gemevo come una puttanella alla sua prima minchia. Senza discutere i miei ordini, si sono svuotati le palle nelle ciotole, ripetutamente. La mia figa faceva male: si era gonfiata fino a non esser quasi più un ...