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Visualizzazione dei post da agosto, 2019

Your Dark Side? Certainly Mine.

Era così radioso ieri... Ma osservava davvero la mia scollatura o no? Stava mentendo per scopi professionali o era davvero contento? Mi stava prendendo per il culo? Dovevo scoprirlo... Mi stavo preparando per andare a cena da lui e dalla mogliettina, scegliendo un look vedo-non vedo da ipocrita del cazzo. Pensai al disastro di avere a che fare con un bravo attore che potrebbe farmi credere qualunque cosa, e innamorato della sua donna per di più. Con molto autocontrollo, ma pur sempre un gran porco che ne deve aver fatte e viste di ogni. Mi stavo bagnando, piena di paura di sbagliarmi sul suo sottotesto e sugli sguardi del giorno prima. Mi sentivo vulnerabile, probabilmente illusa ma anche sfrontatamente sexy. Ero disposta ad affrontare il rischio che lui ridesse di me; ero pronta al dolore pur di sapere la verità. "Sfruttami, usami, sfottimi" - dissi tra me e me con masochismo malato e la figa che si contraeva in spasmi quasi dolorosi. Ultimavo il mio trucco e spruzzavo u...

The Thick White Puke

Seduta davanti allo specchio davo secchi colpi di tosse compulsivi, involontari e mi carezzavo il collo, custode di una gola perversa e ambita. La ballata in sottofondo contrastava con la mia aria sfatta, provata. "Sembro una troia in camerino dopo il suo numero" pensai. E che numero, quello che stavo ricordando... Ripensai a quando avevo trangugiato due tazze intere di sborra, riempite dai miei vicini spagnoli. Sì, avevo invitato ben sei cazzi nel mio appartamento, d'impulso. Non si erano fatti pregare, gli sfacciati. Erano arrivati nel pomeriggio, ed avevamo continuato a fare sesso fino alla notte, senza fretta. Ci capivamo senza parole: avevano inteso subito che sarei andata solo di bocca. Gliel'ho succhiato, dio mio, come una disperata! Avevo fame e sete, gemevo come una puttanella alla sua prima minchia. Senza discutere i miei ordini, si sono svuotati le palle nelle ciotole, ripetutamente. La mia figa faceva male: si era gonfiata fino a non esser quasi più un ...

Il est marié

La perla lunare era d'oro quella notte, e i suoi riflessi sul mare erano caldi e bagnati come me. Nero attorno, unici testimoni indiscreti dei calchi di gesso. Un palo nell'acqua, una boa: fallici presagi nel miele di luce. Eccolo venire verso di me, è nel suo buio. I suoi peli neri si nascondono nel velluto dell'ombra ed io lo vedo a malapena. Ma il grigio che lo illumina è come una carezza di fumo, che non mi nasconde il suo gesto di togliersi il costume. E sotto, il mio eterno sogno: il suo scettro già pieno di sangue. Mi guarda austero, mentre la sua verga oscilla da sola, dura come la tortura di aver atteso questo momento. "Guardare ma non toccare" mi dice, mentre mi abbranca i capelli con violenza "Capito?". Io rispondo di sì, mentre mi tormenta avvicinandomi alla sua nerchia circoncisa. Ascolto le onde e dimentico l'odore salmastro, mentre aspiro quello ineffabile del suo cazzo. "Annusa, cagna" mi intima coi suoi gesti autoritari,...